🎼 Meglio avere l’orecchio assoluto?
L’orecchio assoluto è una delle capacità musicali più affascinanti: riconoscere una nota senza alcun riferimento esterno, “a colpo d’orecchio”. Un talento che incuriosisce e che spesso viene idealizzato come una sorta di superpotere musicale.
A volte si sente dire: “accidenti, quel musicista ha l’orecchio assoluto!”
Ma è davvero così indispensabile per diventare un bravo musicista? (spoiler…NO!)
🔍 Che cos’è davvero l’orecchio assoluto
Avere l’orecchio assoluto significa saper identificare esattamente l’altezza di un suono — per esempio poter dire con certezza: “questo è un La” — senza confrontarlo con altre note.
È una capacità naturale, che riguarda una piccola percentuale della popolazione e che spesso si manifesta nei primi anni di vita.
Non è però la stessa cosa dell’orecchio relativo, che è la capacità (quella si, importantissima) di riconoscere le distanze tra le note (gli intervalli). L’orecchio relativo, a differenza di quello assoluto, si può sviluppare con lo studio.
🎹 Ma l’orecchio assoluto serve davvero a diventare grandi musicisti?
La risposta è: NO..
Ecco alcuni punti chiave:
- Molti grandi musicisti, compositori e interpreti non possedevano l’orecchio assoluto.
- La maggior parte delle attività musicali — suonare in ensemble, leggere a prima vista, improvvisare, armonizzare — richiede soprattutto un ottimo orecchio relativo, non quello assoluto.
- L’orecchio assoluto può essere utile in alcuni contesti (trascrizioni rapide, accordatura, riconoscimento immediato delle tonalità), ma non garantisce una musicalità superiore.
In altre parole: è un piccolo vantaggio in più, ma non è un requisito.
🎵 La vera differenza tra assoluto e relativo
Orecchio assoluto: riconosci una nota senza nessun riferimento.
Orecchio relativo: riconosci le distanze tra le note e le relazioni musicali.
Esempio pratico::
un musicista con orecchio assoluto: riconosce una serie di note senza aver ascoltato un primo riferimento.
un musicista con orecchio relativo: riconosce una serie di note dopo aver ascoltato una prima nota di riferimento.
Possiamo quindi dire che:
musicista con orecchio assoluto = musicista con orecchio relativo con diapason in tasca! (cos’è il Diapason)
differenza pratica: quasi nulla.
🧠 Orecchio assoluto: dono, non destinazione
Chi nasce con l’orecchio assoluto possiede uno strumento in più. Ma come tutti gli strumenti, richiede comunque disciplina, studio e sensibilità musicale per essere davvero utile.
Inoltre, i musicisti con orecchio assoluto possono avere anche delle difficoltà:
un pianoforte leggermente scordato, una tonalità abbassata o trasposta, una registrazione imperfetta possono disturbare molto chi percepisce le altezze in modo “rigido”.
Quindi, non è sempre un vantaggio.
🎯 Conclusione
Avere l’orecchio assoluto può essere interessante e in alcuni casi utile, ma non è ciò che rende un musicista davvero completo.
Molto più importante è allenare la capacità di ascoltare, di capire il linguaggio musicale e di percepire le relazioni tra i suoni.
L’obiettivo non è “indovinare le note”, ma creare musica.
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